Tra meleti, boschi e gole profonde, il Lago di Santa Giustina è uno dei paesaggi più interessanti della Val di Non. In questa guida racconto cosa vedere, quali attività scegliere, come raggiungere le sponde e quali limiti conoscere prima di organizzare la visita.
Un lago alpino da vivere tra acqua, canyon e borghi
- Bacino artificiale nato dallo sbarramento del torrente Noce.
- Diga alta 152,50 metri, inaugurata nel 1951.
- Kayak e canoa sono il modo più suggestivo per entrare nelle gole.
- Le Plaze di Dermulo è la zona più adatta per relax, prato e servizi stagionali.
- La balneazione non è generalmente consentita: bisogna seguire sempre la segnaletica locale.

Che lago è e perché merita la visita
Il Lago di Santa Giustina si trova al centro della Val di Non, in Trentino, e nasce dallo sbarramento del torrente Noce. Non è quindi un lago naturale, ma un grande invaso utilizzato per la produzione di energia e l’irrigazione, diventato nel tempo anche una meta turistica.
Le dimensioni aiutano a capire la sua presenza nel paesaggio. Lo specchio d’acqua si allunga per circa 6 chilometri, raggiunge una larghezza vicina a 1 chilometro e arriva a una profondità massima di circa 150 metri. Il livello può cambiare durante l’anno, perciò alcune rive e strutture visibili in una stagione possono apparire diverse in un’altra.
La diga è l’elemento più imponente. Con i suoi 152,50 metri di altezza, domina la forra del Noce e permette di osservare con chiarezza il contrasto tra l’opera dell’uomo e le pareti rocciose modellate dall’acqua. A mio avviso, è proprio questo contrasto a rendere il bacino più interessante di molti laghi alpini esclusivamente panoramici.
I punti panoramici e i luoghi da non perdere
La diga e la forra del Noce
La diga si trova nella parte meridionale del bacino, nei pressi di Dermulo, ed è uno dei punti più riconoscibili della valle. Dalla strada e dai belvedere vicini si può guardare da una parte l’ampia distesa d’acqua e dall’altra il salto verso la forra.
Non è soltanto un luogo da fotografare. La struttura spiega la storia recente della valle e il ruolo dell’acqua nell’economia trentina. Per una prima visita consiglio di abbinarla a un punto panoramico più tranquillo, perché dal solo fronte della diga non si percepisce completamente la forma del lago.
Castel Cles e il Dos di Pez
Castel Cles sorge su un’altura e domina il bacino con una posizione scenografica. Anche quando non è possibile visitare gli interni, il castello resta un riferimento visivo prezioso, soprattutto osservato dai meleti e dai belvedere sopra Cles.
Il Dos di Pez è una delle terrazze più semplici da raggiungere per avere una vista d’insieme. Lo consiglio a chi viaggia con poco tempo, alle famiglie e a chi vuole scattare fotografie senza affrontare un’escursione impegnativa.
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Il Parco fluviale Novella
Il Parco fluviale Novella porta dentro un ambiente più raccolto, fatto di passerelle, boschi, gallerie e pareti rocciose. Il percorso guidato si sviluppa per circa 3,5 chilometri e permette di osservare da vicino il lavoro dell’acqua sulla roccia.
Qui è importante distinguere tra i tratti visitabili liberamente e quelli accessibili con accompagnamento. Prima di partire conviene controllare aperture, prenotazioni e condizioni del sentiero, soprattutto dopo piogge intense.
Le attività migliori tra acqua e sentieri
Il bacino offre esperienze diverse, ma non tutte hanno lo stesso livello di accessibilità. Le sponde sono spesso ripide e difficili da raggiungere, quindi non bisogna immaginare una passeggiata continua attorno al lago come accade in altri specchi d’acqua alpini.
| Attività | Per chi è indicata | Cosa sapere |
|---|---|---|
| Kayak e canoa | Adulti, sportivi e famiglie con attività guidata | Permettono di entrare nei canyon e vedere angoli altrimenti irraggiungibili. |
| Relax alle Plaze | Famiglie e chi cerca una giornata tranquilla | Prato, area ombreggiata, giochi e servizi stagionali. |
| Pesca ricreativa | Pescatori con autorizzazioni in regola | Occorre informarsi sulle regole locali e sulle zone consentite. |
| Escursioni panoramiche | Camminatori e appassionati di fotografia | Meglio scegliere percorsi brevi tra Cles, Dermulo e i paesi della valle. |
Il modo più spettacolare per vivere l’acqua resta il kayak nelle gole. Le pareti ravvicinate, i riflessi e i passaggi stretti cambiano completamente la percezione del paesaggio. Per chi non ha esperienza, preferisco consigliare un’uscita organizzata: l’ambiente è suggestivo, ma non va affrontato con leggerezza.
Le Plaze di Dermulo sono invece la scelta più comoda per fermarsi qualche ora. Ci sono un prato ampio, una piccola spiaggia, area giochi e, in stagione, possibilità di noleggiare attrezzatura. La balneazione non deve essere data per scontata, perché il bacino è soggetto a regole specifiche e variazioni del livello dell’acqua.
Come arrivare e come organizzare la giornata
In automobile si percorre la strada statale 43 della Val di Non, seguendo le indicazioni per Cles, Dermulo e le località sulle rive. Gli accessi non conducono tutti allo stesso tipo di esperienza: la diga è adatta a una sosta panoramica, mentre Le Plaze è più pratica per trascorrere diverse ore all’aperto.
La ferrovia Trento-Malé-Mezzana permette di raggiungere stazioni come Cles, Tassullo e Dermulo. Da lì può essere necessario proseguire a piedi o utilizzare i collegamenti locali. Chi viaggia senza auto dovrebbe quindi verificare in anticipo l’ultimo tratto, perché le rive del lago non sono sempre vicine alle stazioni.
Per una visita equilibrata suggerisco questo programma:
- Mattina tra il belvedere del Dos di Pez e il centro di Cles.
- Sosta alla diga per osservare la forra e il bacino.
- Pranzo o pausa alle Plaze di Dermulo.
- Nel pomeriggio, kayak guidato oppure visita al Parco fluviale Novella.
In mezza giornata si possono vedere i punti principali, ma per vivere davvero il territorio servono almeno una giornata intera o un soggiorno in Val di Non. La primavera offre la fioritura dei meli, mentre l’autunno regala colori più caldi e un’atmosfera generalmente più tranquilla.
Regole, limiti e piccoli errori da evitare
Il primo errore è considerare il lago una grande spiaggia alpina. Le rive accessibili sono poche e la balneazione non è normalmente libera. Prima di entrare in acqua o portare una piccola imbarcazione è indispensabile leggere la segnaletica e verificare le disposizioni aggiornate.
Non è consentito accendere fuochi, campeggiare o fermarsi a dormire sulle rive. I camper possono sostare in alcune aree di parcheggio, ma questo non significa che siano presenti servizi completi. Chi cerca una vacanza comoda dovrebbe organizzare il pernottamento nei paesi vicini, non direttamente sul bacino.
Un altro equivoco riguarda il giro completo del lago. A causa dei versanti ripidi, non esiste un anello turistico semplice percorribile interamente a piedi o in bicicletta. È meglio scegliere singoli itinerari panoramici e non improvvisare discese verso l’acqua, soprattutto con bambini o dopo il maltempo.
Per le gole e le attività organizzate conviene prenotare, specialmente nei fine settimana estivi. Le condizioni meteo, il livello dell’invaso e le regole del gestore possono modificare accessi e programmi anche con breve preavviso.
Il modo migliore per ricordare questo angolo della Val di Non
Io non concentrerei la visita soltanto sulla fotografia della diga. Il fascino del bacino emerge davvero mettendo insieme un belvedere, un borgo, una breve passeggiata e l’esperienza dell’acqua, anche solo osservando le gole da un percorso guidato.
Per una giornata rilassata sceglierei Le Plaze e Cles; per un’esperienza più attiva punterei su kayak e Parco fluviale Novella. In entrambi i casi, lasciare un po’ di margine all’itinerario è la scelta più intelligente, perché questo paesaggio dà il meglio quando si smette di correre da un punto all’altro.