Il lago di Lases è una meta che funziona bene quando cerchi natura vera, acqua fresca e una giornata semplice ma non banale, senza l’idea di un lago “da cartolina” costruito per il turismo di massa. Qui trovi dove si trova, cosa vedere, quanto dura il giro a piedi, come arrivare e quali dettagli pratici conviene conoscere prima di partire. Io lo considero uno di quei posti che rendono meglio se li si vive con calma, perché il paesaggio cambia molto tra la riva, i canneti e le colline di porfido attorno.
Informazioni essenziali per orientarti subito
- È un lago alpino della Val di Cembra, a poca distanza da Trento, nel comune di Lona-Lases.
- La riva nord è la più comoda per fermarsi, stendersi sull’erba e scendere in acqua.
- Il giro ad anello è lungo circa 4,7 km e richiede in media 1 ora e 30 minuti.
- Il lago è parte di un contesto protetto, con biotopo, canneti e aree umide da rispettare.
- L’acqua resta piuttosto fresca anche in estate: meglio entrarci gradualmente.
- È adatto a famiglie e camminatori, ma non a passeggini e non a chi cerca servizi da stabilimento balneare.

Dove si trova e perché merita una deviazione in Val di Cembra
Il lago si trova in Val di Cembra, ai margini dell’altopiano di Piné e a circa 20 chilometri da Trento. La sua posizione lo rende comodo da inserire in una gita di mezza giornata, ma il motivo per cui vale davvero la deviazione non è solo logistico: qui il paesaggio ha un carattere forte, fatto di acqua, prati, canneti e segni molto visibili dell’attività estrattiva del porfido. Io trovo interessante proprio questo contrasto, perché impedisce al luogo di diventare generico.Non è un lago grande né scenografico nel senso classico del termine. È piuttosto un piccolo mondo di montagna, raccolto e silenzioso, che funziona bene se vuoi camminare, osservare gli uccelli, fermarti a bordo acqua o capire come un ambiente naturale possa convivere con una valle molto lavorata dall’uomo. Ed è proprio questa doppia anima che si capisce meglio guardando com’è fatto da vicino.
Com’è fatto il lago tra spiagge erbose, canneti e acqua fredda
Il lago misura circa 700 metri di lunghezza e supera i 30 metri di profondità. La riva nord è quella più facile da vivere: qui trovi prati, accessi più semplici e spazi dove fermarti per sdraiarti o fare un bagno estivo. Non aspettarti però una spiaggia attrezzata in senso stretto; il contesto resta naturale, essenziale, con alberi, ombra parziale e un’atmosfera molto più tranquilla di quella dei laghi turistici più famosi.
L’acqua è uno dei tratti che si ricordano di più. È limpida, ma anche fresca, e non a caso molti preferiscono entrarci con gradualità. In piena estate l’effetto rinfrescante è piacevole, ma per chi è sensibile agli sbalzi termici conviene non sottovalutarla. In più, non tutte le sponde sono accessibili allo stesso modo: alcune parti restano più selvagge o delicate, e questa è una delle ragioni per cui il luogo mantiene una certa autenticità.
La riva nord è quella più semplice da vivere
Se arrivi per una sosta breve, la parte nord è quella che ti permette di capire subito il lago. Qui il paesaggio è più aperto, le aree prative sono usate per sdraiarsi e la sensazione è quella di un posto semplice, non costruito. È il tratto che consiglierei a chi vuole fermarsi con un telo, leggere un’ora e poi proseguire con il giro.
La parte sud è più delicata e interessante
All’estremità meridionale si sviluppa il biotopo, con palude, canneti e zone umide che ospitano anfibi, libellule e molti uccelli acquatici. Qui non si viene per fare il bagno, ma per osservare. Io consiglio di trattarlo come un’area da attraversare con attenzione, restando sui percorsi segnalati e senza forzare il contatto con le parti più fragili del sito.
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La Val Fredda aggiunge un dettaglio insolito
Dal lago si sale verso la Val Fredda, dove si trovano le cosiddette buche di ghiaccio, cavità naturali capaci di conservare il freddo molto a lungo. È un elemento che dà al luogo un fascino quasi scientifico, oltre che paesaggistico: non stai guardando solo un lago, ma un sistema ambientale in cui microclima, geologia e vegetazione si tengono insieme. Dopo aver capito com’è fatto il lago, viene spontaneo chiedersi cosa fare davvero una volta arrivati.
Cosa fare sul posto senza ridurre tutto a un bagno
Io vedo Lases come un posto che riesce bene anche senza fare “troppo”. Il bagno è solo una delle possibilità, e forse nemmeno la principale per tutti. Il valore vero sta nella combinazione tra sosta lenta, passeggiata e osservazione del paesaggio. Se vuoi sfruttare bene la visita, conviene scegliere l’attività giusta invece di fare tutto di corsa.
| Attività | Tempo indicativo | Perché vale la pena | Attenzioni pratiche |
|---|---|---|---|
| Giro ad anello del lago | Circa 1 ora e 30 minuti | Ti fa vedere il lago nella sua interezza e capire la differenza tra riva nord, biotopo e Val Fredda | Ci sono salite e tratti più ripidi; non è adatto ai passeggini |
| Sosta sulle spiagge d’erba | Da 30 minuti a mezza giornata | È la soluzione migliore se vuoi relax semplice e un bagno rinfrescante | Porta telo, acqua e una felpa leggera per dopo il bagno |
| Osservazione naturalistica | 20-40 minuti | Biotopo e canneti rendono bene soprattutto se ti interessano fauna e flora | Resta sui sentieri segnalati e non entrare nelle zone delicate |
| Pesca sportiva | Variabile | Il lago è noto per coregoni, lucci e persici | Serve licenza e bisogna rispettare il regolamento locale |
Come arrivare e muoversi senza sorprese
In auto il lago è raggiungibile dalla zona di Trento seguendo la SP71 della Val di Cembra. In pratica, dall’autostrada A22 si può uscire a Trento Nord o Trento Sud, proseguire sulla SS47 della Valsugana in direzione Pergine Valsugana e imboccare poi la deviazione verso l’altopiano di Piné e Lona-Lases. La strada corre vicino al lago e, poco prima dell’abitato, ci sono parcheggi a pagamento che servono le spiagge.In autobus il collegamento dipende dagli orari stagionali e dai giorni della settimana, quindi io verificherei sempre prima della partenza. In bicicletta il tragitto è fattibile, ma va affrontato sapendo che il dislivello è continuo: non è una pedalata rilassata, anche se il panorama ripaga lo sforzo. Una volta arrivati, il tema non è solo il mezzo usato, ma anche il momento giusto per visitarlo e il tipo di viaggiatore per cui ha più senso.
Quando andare e per chi è davvero adatto
Se vuoi goderti il lago nel modo migliore, la stagione conta. In estate trovi l’uso più naturale delle spiagge erbose e dell’acqua, ma conviene arrivare presto se vuoi più quiete. In primavera e in autunno, invece, il lago è spesso più interessante per chi cerca atmosfera e passeggiate, perché i colori sono più morbidi e l’insieme appare meno frequentato. In inverno il contesto può essere molto suggestivo, ma l’accesso va verificato di volta in volta e non bisogna dare per scontato che tutto sia comodo o aperto.
Per le famiglie il lago funziona bene se l’obiettivo è una giornata semplice, con un po’ di cammino e una sosta sull’erba. Non lo consiglierei, però, a chi viaggia con passeggini o ha bisogno di percorsi completamente agevoli: il sentiero circumlacuale ha tratti irregolari e il tratto finale presenta gradinate ripide. Per gli amanti della pesca e per chi osserva la natura, invece, il posto è molto più che sufficiente. E proprio per evitare aspettative sbagliate, l’ultima cosa utile è chiarire come vivere bene Lases senza trasformare la visita in una corsa.
Perché il lago di Lases funziona meglio come esperienza lenta
Se dovessi sintetizzarlo in modo netto, direi che questo lago premia chi arriva con aspettative corrette: un ambiente fresco, naturale, protetto e poco costruito, dove la vera qualità sta nel ritmo basso. Non cercherei qui il servizio completo di una località balneare, perché non è questo il suo punto di forza; cercherei piuttosto silenzio, acqua limpida, un paesaggio leggibile e un giro a piedi che si lascia ricordare.
- Porta scarpe comode, perché il giro ad anello non è completamente pianeggiante.
- Se vuoi fare il bagno, entra gradualmente: l’acqua resta fredda anche in estate.
- Se ti interessa la parte più bella del paesaggio naturale, non saltare il biotopo e la Val Fredda.
- Se viaggi con bambini piccoli, usa la riva nord come base e non puntare tutto sul giro completo.
- Se ami i luoghi veri più che quelli rifiniti, qui hai una meta coerente con questa idea.
Per me è proprio questo il valore del posto: non promette troppo, ma quello che offre lo offre bene, con un equilibrio raro tra semplicità, natura e identità del territorio.