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Lago delle Buse - La guida completa per un'escursione perfetta

Walter Orlando

Walter Orlando

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25 maggio 2026

Segnavia in legno indica "Lago delle Buse" e "Lago delle Stellune", con montagne sullo sfondo e fiori viola in primo piano.

Il Lago delle Buse è una meta che funziona bene quando vuoi un’escursione breve ma con un vero sapore alpino: paesaggio del Lagorai, quota alta, sentiero semplice solo in apparenza e un ambiente ancora poco addomesticato. Qui contano il punto di partenza, la qualità del cammino e il periodo giusto, perché la resa cambia molto tra una visita frettolosa e una giornata organizzata bene. In queste righe trovi dove si trova, come arrivarci, quanto richiede davvero il percorso e come trasformare la gita in un’uscita ben riuscita.

Informazioni essenziali per organizzare la visita

  • Si trova in Trentino, nel Lagorai, sopra la Val di Fiemme e vicino al Passo Manghen, a circa 2.066 metri di quota.
  • Il modo più pratico per raggiungerlo è a piedi dal Passo Manghen, seguendo il sentiero SAT 322.
  • La camminata è breve, ma il fondo sassoso richiede scarpe adatte e un passo attento.
  • Il periodo migliore va da fine giugno a settembre, con una resa particolare nei primi giorni di luglio per la fioritura dei rododendri.
  • È una gita adatta a mezza giornata, non a una passeggiata qualunque: il paesaggio fa la differenza.
  • Chi vuole allungare l’itinerario può proseguire verso il Lago Stellune, ma l’impegno cresce nettamente.

Dove si trova e perché merita attenzione

Il Lago delle Buse è un piccolo lago alpino di origine glaciale nel cuore del Lagorai, in Trentino, tra la Val di Fiemme e il Passo Manghen. Non parliamo di un grande bacino o di una passeggiata attorno a un lago turistico facile da interpretare: qui il colpo d’occhio è dato dall’insieme di pascoli, rocce porfiriche, vegetazione d’alta quota e silenzio. Il nome, in dialetto fiemmese, richiama le “buche” del terreno, e in effetti il paesaggio conserva un aspetto naturale, quasi ruvido, che io trovo molto più interessante di un contesto troppo rifinito.

La sua forza è proprio questa: è una meta concreta, raggiungibile senza una giornata di alpinismo, ma abbastanza autentica da farti sentire lontano dalla valle già dopo pochi minuti di cammino. In più, l’area ha anche un valore storico legato alla Grande Guerra, quindi il lago non è solo un punto panoramico, ma un pezzo di territorio con memoria. Capire come arrivarci nel modo giusto è il passo successivo, perché la strada per il passo e il parcheggio possono cambiare l’esperienza più di quanto sembri.

Sentiero per il lago delle Buse e delle Stellune, con montagne sullo sfondo e fiori viola in primo piano.

Come arrivare e dove parcheggiare

Il punto di partenza più comodo è il Passo Manghen, raggiungibile dalla Val di Fiemme. La strada è stretta, tortuosa e piena di tornanti, quindi non è il classico accesso da gita domenicale distratta: va affrontata con calma, soprattutto nei giorni di maggiore traffico. Io consiglierei di partire presto, perché i parcheggi vicino al rifugio e agli spiazzi del passo non sono molti e nel fine settimana si riempiono facilmente.

  • Partenza consigliata: Passo Manghen, zona rifugio e parcheggi del passo.
  • Segnavia: sentiero SAT 322, con eventuali raccordi se vuoi proseguire oltre.
  • Tempo di accesso: in genere 45-60 minuti a piedi per arrivare al lago, a seconda del passo e delle soste.
  • Consiglio pratico: nei weekend estivi conviene arrivare al mattino, quando hai più scelta per lasciare l’auto e camminare con più tranquillità.

Se il tuo obiettivo è solo “vedere il lago”, organizzarti bene all’inizio ti fa risparmiare tempo e nervi; se invece vuoi viverlo come una breve escursione panoramica, allora il parcheggio e l’orario diventano parte della riuscita del giro. Una volta lasciata l’auto, il resto dipende soprattutto dal sentiero, che è più impegnativo per il fondo che per il dislivello.

Il sentiero fino al lago e cosa aspettarti davvero

Il percorso non è lungo, ma non va sottovalutato. Il tratto fino al lago è spesso sassoso e richiede attenzione a ogni passo, quindi la difficoltà percepita dipende più dalla stabilità del terreno che dai chilometri. Io lo definirei un itinerario semplice per chi cammina già in montagna, meno comodo per chi cerca una passeggiata uniforme o parte con scarpe inadatte.

Aspetto Indicazione pratica
Difficoltà Bassa-moderata, con attenzione richiesta dal terreno irregolare
Durata totale Circa 1,5-2 ore andata e ritorno dal Passo Manghen
Dislivello Contenuto, intorno ai 100 metri
Adatto a passeggino No
Punti forti Panorami aperti, flora alpina, sensazione di quota vera
Limite principale Fondo sconnesso e parcheggi limitati nei periodi più affollati
Lungo la salita attraversi un ambiente tipico del Lagorai: pini mughi, ginepri, rododendri, mirtilli e pascoli che si alternano alla pietra. Nei punti giusti il sentiero regala anche belle aperture sulla Val Cadino, e se sei fortunato puoi cogliere il richiamo delle marmotte prima ancora di vederle. A me piace proprio questo tipo di cammino: breve, ma non banale, con una ricompensa visiva che arriva prima del lago e non solo alla fine. Sapere questo aiuta anche a scegliere il momento migliore, perché la stessa escursione cambia parecchio con il passare dei mesi.

Quando andarci per trovare il paesaggio migliore

Se devo indicare una finestra davvero favorevole, direi tra fine giugno e settembre, con un’attenzione speciale ai primi giorni di luglio. In quel periodo i rododendri danno il meglio e rendono il versante molto più vivo, mentre il meteo in quota è spesso ancora affidabile per una gita senza sorprese. A fine estate il quadro cambia, ma non peggiora: perdi un po’ di colore floreale, guadagni aria più limpida e una luce spesso più pulita.

In inverno o con neve residua, invece, il discorso cambia parecchio. Non basta che il panorama sia bello: contano l’esposizione del sentiero, la presenza di ghiaccio e la rapidità con cui il terreno può diventare scivoloso. Io non tratterei mai questa uscita come una semplice passeggiata fuori stagione; va valutata con più prudenza e con attrezzatura coerente. Se vuoi una giornata ben calibrata, il passo successivo è decidere se fermarti al lago o allungare il giro con una variante più ambiziosa.

Come trasformarlo in una giornata ben riuscita

Il bello di questa meta è che puoi adattarla al tuo ritmo. Per qualcuno basta il lago e il rientro; per altri è solo il primo passo di un’uscita più lunga. Qui sotto ti lascio un confronto pratico che, secondo me, aiuta a capire quale formula ha più senso per la tua giornata.

Opzione Per chi è adatta Vantaggio principale Limite da considerare
Solo Lago delle Buse Chi vuole una mezza giornata semplice e panoramica Cammino breve, panorama immediato, poca fatica totale Può sembrare troppo corto se cerchi una vera escursione lunga
Sosta al Passo Manghen con camminata breve Famiglie e camminatori lenti Buon equilibrio tra auto e natura, senza eccessivo impegno Parcheggio limitato e accesso stradale non comodissimo
Prosecuzione verso il Lago Stellune Escursionisti allenati Itinerario più completo e più solitario Impegno sensibilmente maggiore, circa 3 ore solo andata

Se ti fermi in zona, io abbinerei la camminata a una sosta senza fretta al rifugio del passo oppure a un pranzo semplice dopo l’escursione, quando il rientro non ha più il sapore della corsa. Anche qui, però, il punto non è “fare di più” a tutti i costi: il lago rende meglio quando gli lasci spazio, senza trasformarlo in una tappa compressa in un itinerario troppo pieno. E proprio per non rovinare la gita, ci sono alcuni dettagli che fanno davvero la differenza.

I dettagli che fanno la differenza sul posto

  • Parti presto: il parcheggio è più semplice, la luce è migliore e il sentiero è più tranquillo.
  • Usa scarpe da trekking vere: il fondo sassoso non perdona le suole leggere.
  • Porta acqua e una giacca leggera: in quota il tempo cambia in fretta, anche d’estate.
  • Non sottovalutare il meteo: i temporali pomeridiani in montagna possono cambiare il tono della giornata in pochi minuti.
  • Rispetta il contesto: è un ambiente fragile, quindi meglio restare sul tracciato e lasciare tutto com’è.
In pratica, il Lago delle Buse non chiede grandi imprese, ma chiede attenzione. Se lo affronti con il passo giusto, diventa una delle uscite più equilibrate del Lagorai: abbastanza breve da stare in mezza giornata, abbastanza bella da restare in memoria. Io lo leggerei così: una gita sobria, concreta e molto ben riuscita quando cerchi montagna vera senza complicarti la vita.

Domande frequenti

Sì, è un'escursione di difficoltà bassa-moderata, ma il sentiero sassoso richiede scarpe adatte e attenzione. Non è consigliato per passeggini.
Il periodo ideale va da fine giugno a settembre. I primi di luglio sono perfetti per ammirare la fioritura dei rododendri.
Dal Passo Manghen, l'andata e ritorno richiede circa 1,5-2 ore, a seconda del passo e delle soste. Il dislivello è contenuto, circa 100 metri.
Il parcheggio più comodo si trova al Passo Manghen, vicino al rifugio. È consigliabile arrivare presto, specialmente nei weekend estivi, per trovare posto.
Sì, gli escursionisti più allenati possono proseguire verso il Lago Stellune, ma l'impegno aumenta notevolmente, con circa 3 ore solo andata in più.

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Walter Orlando
Sono Walter Orlando, un esperto di viaggi e vacanze in Italia con oltre dieci anni di esperienza nella scrittura e nell'analisi del settore turistico. Ho dedicato la mia carriera a esplorare le meraviglie del nostro paese, approfondendo le diverse destinazioni, culture e tradizioni che rendono l'Italia unica. La mia specializzazione include la scoperta di itinerari meno conosciuti e l'analisi delle tendenze emergenti nel turismo, permettendomi di offrire ai lettori una visione completa e dettagliata. Il mio approccio si basa sulla semplificazione di informazioni complesse e sull'analisi obiettiva dei dati, con l'obiettivo di fornire contenuti che siano non solo informativi ma anche coinvolgenti. Sono fermamente impegnato a garantire che le informazioni che condivido siano sempre aggiornate e verificate, per costruire un rapporto di fiducia con i miei lettori. La mia missione è aiutare chiunque desideri scoprire l'Italia a pianificare viaggi indimenticabili, fornendo risorse utili e consigli pratici.

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