Una strada tranquilla sale tra prati, fienili e boschi fino a un valico poco appariscente, ma ricco di storia e di sentieri. Il Passo Gobbera, a circa 990 metri di quota, collega la valle di Primiero con il Vanoi e offre passeggiate brevi, itinerari più impegnativi e accesso al Monte Totoga. Io lo considero una meta ideale per chi vuole scoprire un Trentino meno affollato, senza rinunciare a panorami e testimonianze della Grande Guerra.
Un valico tranquillo tra boschi, storia e panorami del Trentino orientale
- Quota: circa 985-989 metri sul livello del mare.
- Dove si trova: tra Imèr e Canal San Bovo, tra Primiero e la Valle del Vanoi.
- Passeggiata facile: la chiesetta di San Silvestro si raggiunge in circa 30 minuti.
- Escursione più completa: il giro del Monte Totoga arriva a 1.705 metri.
- Periodo migliore: dalla tarda primavera all’autunno, verificando sempre le condizioni dei sentieri.

Dove si trova e perché merita una sosta
Il passo si trova nel Trentino orientale, lungo la strada provinciale 79 che sale da Imèr sul versante del Primiero e da Canal San Bovo sul lato del Vanoi. Non è un valico spettacolare nel senso classico del termine, con grandi parcheggi o impianti turistici, ma proprio questa dimensione raccolta ne rappresenta il fascino.
Il piccolo nucleo abitato è incastonato tra i boschi del Monte Totoga e le pendici del Redasega. La strada che arriva dal Vanoi è particolarmente piacevole, con prati, fienili e scorci sulla valle. Dal lato di Imèr, invece, il passaggio è comodo per chi soggiorna nel Primiero e vuole raggiungere in poco tempo un punto di partenza per camminate di varia difficoltà.
Un passaggio importante nella storia del Primiero e del Vanoi
Per secoli questo valico è stato una delle vie di collegamento tra le due valli. La strada carrabile tra Imèr e Canal San Bovo fu completata alla fine dell’Ottocento e il 19 agosto 1900 vi passò la prima carrozza trainata da cavalli, un episodio ancora ricordato nella tradizione locale.
Il suo ruolo diminuì con l’apertura del tunnel della Totoga negli anni Novanta, che rese più rapido il collegamento stradale. Il passo, però, non è diventato un semplice luogo di transito secondario. La presenza della chiesetta di San Silvestro, dell’antica calchera e dei resti militari sul Totoga conserva il legame tra paesaggio, lavoro e memoria.
La calchera, cioè una fornace utilizzata per produrre calce, è una delle testimonianze più curiose della vita economica locale. La sua ciminiera spicca ancora lungo il percorso e aiuta a capire quanto il bosco e le risorse della montagna fossero importanti per le comunità del passato.
Le passeggiate più interessanti da fare
La chiesetta di San Silvestro
È la scelta migliore per una prima visita o per una camminata breve. Dal passo parte un sentiero che raggiunge l’antica chiesetta in circa 30 minuti, con un percorso semplice ma da affrontare comunque con scarpe adatte, soprattutto dopo la pioggia.
La chiesa sorge in una posizione suggestiva, sopra una rupe che domina l’accesso alla conca di Primiero. Io la consiglierei nel tardo pomeriggio, quando la luce rende più leggibile il profilo della valle e il bosco intorno al sentiero diventa particolarmente silenzioso.
L’anello della Calchera
Questo itinerario dura circa un’ora e si sviluppa tra sentieri erbosi e sterrati. È adatto anche a famiglie con bambini, indicativamente nella fascia dai 6 agli 11 anni se accompagnati da un adulto, perché non richiede una lunga salita né particolari capacità tecniche.
Il percorso è interessante non solo per il movimento all’aria aperta. La calchera permette di collegare il paesaggio alla storia del lavoro alpino, trasformando una passeggiata semplice in una piccola esperienza culturale. In caso di terreno bagnato, però, alcuni tratti possono diventare scivolosi.
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Il Monte Totoga e gli stoli della Grande Guerra
Chi cerca una vera escursione può seguire il sentiero SAT 345 e le sue varianti verso il Monte Totoga. Il percorso completo richiede circa 5 ore e 30 minuti, con un dislivello vicino agli 800 metri, e raggiunge la cima a 1.705 metri.
La difficoltà escursionistica E indica un itinerario per escursionisti con un minimo di allenamento, non una passeggiata da affrontare senza preparazione. Gran parte del tracciato attraversa il bosco, ma sono proprio i resti delle postazioni e delle gallerie della Grande Guerra, conosciuti come Stoli, a dare all’itinerario il suo carattere particolare.
Servono acqua, calzature con buona suola e una traccia aggiornata. Il dislivello non è estremo, ma la durata e la possibile umidità del terreno possono stancare più di quanto suggerisca la quota relativamente bassa.
Come organizzare la visita senza complicazioni
Con l’auto, il passo è facilmente raggiungibile da entrambi i versanti. Nei pressi dell’abitato sono presenti alcuni spazi per parcheggiare, ma nei fine settimana più frequentati conviene arrivare presto e non occupare accessi privati o aree di manovra.
Per una mezza giornata è sufficiente abbinare la chiesetta di San Silvestro all’anello della Calchera. Chi vuole completare il Totoga dovrebbe invece partire al mattino, controllare il meteo e considerare almeno sei ore complessive tra cammino, soste e orientamento.
La primavera avanzata e l’autunno sono ottimi periodi per i colori del bosco e le temperature moderate. In estate il passo è più piacevole nelle prime ore del giorno, mentre dopo piogge intense o con neve residua bisogna verificare l’agibilità dei sentieri e la situazione della strada provinciale.
Non farei affidamento esclusivamente sul telefono. In montagna la copertura può essere irregolare, quindi porterei una mappa offline, una batteria di riserva e un abbigliamento adatto a cambiamenti rapidi del tempo. Anche su itinerari brevi, una giacca impermeabile e acqua sufficiente fanno spesso la differenza.
Cosa vedere nei dintorni del valico
Il Passo Gobbera può diventare una tappa all’interno di un itinerario più ampio nel Primiero e nel Vanoi. Da un lato si possono raggiungere Imèr, Mezzano e gli altri centri della valle; dall’altro si entra nel territorio di Canal San Bovo, con i suoi piccoli nuclei abitati e i paesaggi più appartati.
Per chi ama camminare senza affrontare grandi dislivelli, la Via Nova offre collegamenti a mezza quota tra i paesi del Primiero e il passo, con scorci sulle Vette Feltrine e sul Cimonega. È una soluzione interessante per chi preferisce un’escursione lineare, organizzando il rientro con un secondo veicolo o con un servizio locale.
Il grande vantaggio della zona è la varietà. In poche ore si può passare da una visita culturale alla chiesetta a un sentiero nel bosco, oppure dedicare l’intera giornata alla montagna e alla memoria storica del Totoga. Non è una destinazione pensata per chi cerca attrazioni concentrate, ma funziona molto bene per chi apprezza ritmi lenti e luoghi autentici.
Il modo migliore per vivere il passo della Gobbera
Per una prima visita sceglierei l’anello della Calchera insieme a San Silvestro, lasciando il Monte Totoga a una giornata con meteo stabile e buona preparazione. Così si coglie l’identità del luogo senza trasformare una sosta tranquilla in un’escursione troppo ambiziosa.
Il valore di questo valico non sta nella quota o nella fama, ma nella possibilità di leggere il territorio attraverso strade storiche, boschi, fornaci, chiese e trincee. È una meta discreta, e proprio per questo può regalare una delle esperienze più piacevoli del Trentino orientale a chi ha voglia di camminare con attenzione e senza fretta.