Bivacco Menegazzi, guida al Pian Lonch tra sentieri e autonomia

Raoul Ruggiero

Raoul Ruggiero

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5 ottobre 2026

Bivacco Menegazzi, un rifugio bianco innevato ai piedi di maestose montagne rocciose. Un cartello indica i sentieri.

Un piccolo ricovero in legno, un altopiano silenzioso e la Croda Granda davanti agli occhi: il Bivacco Menegazzi è una meta semplice da raggiungere, ma non va confuso con un rifugio custodito. Qui trovi le informazioni che servono davvero per organizzare l’escursione, dalla posizione ai sentieri di accesso, fino a equipaggiamento, pernottamento e condizioni invernali.

Il necessario da sapere prima di partire

  • Quota: il bivacco si trova a circa 1.737 metri, in località Pian Lonch, nel territorio di Gosaldo.
  • Accesso principale: il sentiero CAI 720 sale dalla zona di Sarasin e Domadore passando per Malga Cavallera.
  • Impegno: il percorso richiede mediamente 4-5 ore complessive e circa 600 metri di dislivello, secondo il punto di partenza e la stagione.
  • Struttura: è un ricovero alpino pubblico con arredi essenziali, cucina o stufa a legna e posti letto non attrezzati come in un rifugio.
  • Da portare: acqua, cibo, sacco a pelo, lampada frontale e abbigliamento adatto anche a un brusco calo delle temperature.

Malga Cavallera, un rifugio accogliente in un paesaggio innevato, con montagne imponenti e abeti che si stagliano contro il cielo azzurro.

Dove si trova e che tipo di ricovero è

Il bivacco si trova a Pian Lonch, ai piedi del gruppo delle Pale di San Martino, nel comune di Gosaldo, in provincia di Belluno. La quota di 1.737 metri regala una vista ampia verso la Croda Granda, il Sass d’Ortiga, il Piz di Sagron, i Monti del Sole e le Vette Feltrine.

La prima cosa da chiarire è la sua natura. Non si tratta di un rifugio con gestore, ristorante, prenotazioni o servizio di assistenza, ma di un ricovero alpino essenziale, pensato per offrire riparo agli escursionisti. In genere è accessibile anche fuori dalla stagione estiva, ma l’apertura effettiva e le condizioni interne possono cambiare.

All’interno ci sono arredi semplici, una stufa o cucina a legna e una zona con posti letto. Le descrizioni disponibili non concordano sempre sul numero preciso dei giacigli, perciò io eviterei di organizzare la gita contando su un posto garantito. Sacco a pelo e materassino leggero restano la scelta più prudente, soprattutto nei periodi affollati.

Come arrivare al Pian Lonch senza complicare l’itinerario

Dal versante di Sarasin e Domadore

L’accesso più conosciuto passa dalla frazione di Sarasin, nel comune di Gosaldo, e prosegue verso Domadore. Da qui si segue la viabilità forestale e il sentiero CAI 720, che conduce verso Pra’ de la Forca e Malga Cavallera. Superata la malga, si attraversano i pascoli del Pian Lonch fino a vedere il ricovero.

Partendo da Domadore, il solo avvicinamento richiede indicativamente un’ora e mezza in salita, ma il tempo cambia in base al parcheggio raggiunto in auto, al fondo del sentiero e al peso dello zaino. Da Sarasin l’escursione diventa più lunga e il dislivello complessivo si avvicina ai 600 metri.

Elemento Indicazione pratica
Punto di partenza Sarasin oppure la zona di Domadore, secondo la viabilità disponibile
Sentiero principale CAI 720, con passaggio nei pressi di Malga Cavallera
Dislivello indicativo Circa 500-600 metri
Durata complessiva Circa 4-5 ore da un itinerario escursionistico completo
Difficoltà Escursionistica in estate; EAI con neve, se servono ciaspole e maggiore esperienza

Non seguirei una traccia GPS alla cieca. In montagna il percorso può essere modificato da neve, schianti, lavori forestali o segnaletica poco visibile. Prima di partire controllerei sempre cartografia Tabacco o digitale aggiornata, accessibilità della strada e condizioni locali.

Cosa aspettarsi una volta arrivati

Il punto forte non è il comfort, ma il rapporto diretto con l’ambiente. Il bivacco sorge su un pianoro panoramico e permette di fermarsi per il pranzo, recuperare energie o proseguire verso itinerari più impegnativi. Nei mesi caldi, i tavoli esterni rendono piacevole una pausa, ma non bisogna aspettarsi servizi organizzati.

L’acqua merita un’attenzione particolare. Le indicazioni disponibili citano una possibile fonte nei pressi di Casera Cavallera, non direttamente accanto al bivacco. Io partirei comunque con una scorta sufficiente, almeno 1,5-2 litri per persona, perché una sorgente può essere asciutta, difficile da individuare o non potabile senza trattamento.

La stufa può essere utile nelle giornate fredde, ma il suo funzionamento dipende dalle condizioni dell’impianto e dalla disponibilità di legna asciutta. Porterei una piccola accensione, senza fare affidamento sulla possibilità di trovare combustibile sul posto. Dopo l’uso, il ricovero va lasciato pulito, ordinato e pronto per chi arriverà dopo.

Leggi anche: Val Contrin - Escursione, percorsi e consigli utili

Il pernottamento richiede autonomia

Dormire qui può essere una bella esperienza, soprattutto con cielo limpido e poca presenza umana, ma bisogna affrontarla come un pernottamento autonomo. Servono sacco a pelo caldo, materassino, frontale, cibo pronto e power bank. Non ci sono docce, prese elettriche o servizio di cucina.

Il bivacco non dovrebbe diventare la base improvvisata per gruppi numerosi. Se i posti sono occupati, si deve lasciare spazio e cercare un’alternativa già prevista. Anche per questo consiglio di avere un piano B, specialmente nei fine settimana estivi e durante le ciaspolate organizzate.

Quando andare e quali difficoltà considerare

In estate e all’inizio dell’autunno l’itinerario è adatto a escursionisti con un allenamento normale, purché sappiano camminare su sentieri di montagna e affrontare un dislivello di circa 600 metri. Il panorama è il motivo migliore per scegliere la gita, mentre la difficoltà tecnica rimane generalmente contenuta lungo l’accesso principale.

In inverno lo scenario cambia parecchio. La neve può coprire segnavia e tracce, allungare i tempi e rendere necessario l’uso di ciaspole, bastoncini e abbigliamento termico. Prima di partire valuterei bollettino valanghe, visibilità, vento e condizioni della strada per Sarasin o Domadore. Una gita facile sulla carta può diventare impegnativa con ghiaccio o neve fresca.

La primavera è spesso meno prevedibile dell’estate. Il disgelo crea fango, piccoli guadi e tratti scivolosi, mentre alcuni alberi caduti possono rendere meno intuitivo il percorso. In questi periodi preferisco una partenza mattutina, così da avere margine per rientrare con la luce.

Le escursioni da abbinare al bivacco

Il ricovero può essere una meta autonoma oppure una tappa di itinerari più lunghi nelle Pale di San Martino sud-orientali. Il collegamento verso il Passo di Luna e il Rifugio Scarpa-Gurekian interessa chi vuole costruire una traversata, mentre il sentiero verso il Rifugio Treviso e la Val Canali appartiene a programmi più lunghi e richiede maggiore preparazione.

Per una prima uscita sceglierei il percorso di andata e ritorno da Domadore, eventualmente passando per Malga Cavallera. È il compromesso migliore tra impegno, panorama e possibilità di abbreviare la giornata. Gli itinerari verso forcelle, bivacchi ulteriori o la Croda Granda vanno invece affrontati con esperienza alpinistica, lettura sicura del terreno e condizioni favorevoli.

Un errore frequente consiste nel giudicare l’escursione solo dall’assenza di passaggi attrezzati. Anche un sentiero non tecnico può essere lungo, isolato e fisicamente impegnativo. Dislivello, meteo e orientamento contano più della semplice presenza di corde o ferrate.

La scelta giusta per chi cerca montagna semplice ma autentica

Considero questa meta particolarmente interessante per chi vuole avvicinarsi ai bivacchi senza iniziare da un percorso alpinistico complesso. L’accesso principale è ragionevole, il panorama è notevole e la struttura permette di capire cosa significhi davvero muoversi in autonomia in quota.

Il limite è altrettanto chiaro: qui non si compra comodità. Si accettano spazi ridotti, servizi minimi e responsabilità personale. Con preparazione, rispetto e un equipaggiamento adeguato, il Pian Lonch offre una giornata o una notte di montagna genuina, molto più intensa di quanto suggerisca la semplicità del sentiero.

Prima di partire controllerei l’accessibilità della strada, lo stato dei sentieri e il meteo locale, poi preparerei lo zaino come per una vera escursione autonoma. È questo il dettaglio che fa la differenza tra una piacevole esperienza sulle Pale di San Martino e una giornata complicata da imprevisti evitabili.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

L’accesso principale segue il sentiero CAI 720 dalla zona di Sarasin e Domadore, passando per Pra’ de la Forca e Malga Cavallera. L’itinerario completo richiede circa 4-5 ore e presenta un dislivello indicativo di 500-600 metri, variabile in base al parcheggio e alla stagione.

Servono sacco a pelo caldo, materassino, lampada frontale, cibo pronto e power bank. È prudente portare anche 1,5-2 litri d’acqua per persona, abbigliamento caldo e una piccola accensione, senza contare sulla disponibilità di legna o acqua sul posto.

No. È un ricovero alpino pubblico senza gestore, ristorante, prenotazioni, docce o prese elettriche. Offre arredi essenziali, una stufa o cucina a legna e posti letto non attrezzati; il numero dei giacigli può variare, quindi è meglio avere un piano B.

La neve può coprire segnavia e tracce e rendere necessario l’uso di ciaspole, bastoncini e abbigliamento termico. Prima di partire bisogna controllare bollettino valanghe, visibilità, vento e condizioni della strada verso Sarasin o Domadore.
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Autor Raoul Ruggiero
Raoul Ruggiero
Mi chiamo Raoul Ruggiero e ho tre anni di esperienza nel mondo dei viaggi e delle vacanze in Italia. La mia passione per la bellezza del nostro paese mi ha spinto a esplorare ogni angolo, dai luoghi più noti alle gemme nascoste, e mi piace condividere queste scoperte con gli altri. Scrivo per aiutare i lettori a pianificare viaggi indimenticabili, offrendo consigli pratici e informazioni dettagliate su destinazioni, cultura e tradizioni italiane. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire contenuti utili e aggiornati, confrontando fonti e semplificando argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Credo che ogni viaggio debba essere un'esperienza arricchente e cerco di guidare i miei lettori verso scelte consapevoli e memorabili.
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